Lunedì Nov 20

Pliocene e Pleistocene

Una parte della sala è dedicata all'origine e all'evoluzione dell'Uomo, dagli ominidi all'uomo moderno passando attraverso le industrie litiche che rappresentano l'evoluzione tecnologica. Un'altra porzione di sala è dedicata al Pliocene e al Pleistocene bergamaschi: sono esposte flore e faune che hanno popolato la regione tra circa 5 milioni di anni fa e 10.000 anni fa. La grande vetrina centrale è occupata dai resti di Elephas meridionalis, un antico elefante di cui sono state trovate abbondanti testimonianze nel bacino lacustre di Leffe, un antico lago oggi scomparso che occupava l'area dove oggi sorge il paese di Leffe nelle Prealpi bergamasche. L'ultima parte di sala è invece dedicata alla descrizione delle donazioni ricevute dal Museo. Per la sezione "Il Museo da toccare" sono esposti i calchi dei denti di alcuni proboscidati: è possibile scoprire l'evoluzione di questi animali osservandone e toccandone i grossi denti; le didascalie che corredano l'esperienza sono riportate anche in Braille.

Il Pliocene Bergamasco

I resti fossili di vegetali, invertebrati e vertebrati hanno permesso una ricostruzione paleogeografica della provincia di Bergamo; lo studio dei semi fossili di piante come la Sequoia, che oggi vivono solo nel Nord America, ha permesso di ipotizzare per il Pliocene inferiore bergamasco un clima temperato umido. Dal Pliocene medio sono invece state rinvenute foglie di piante tipicamente asiatiche come la Magnolia che indicano un clima temperato caldo.
Gli invertebrati ritrovati sono indicatori di tre ambienti diversi: fondi sabbiosi, fondi ghiaiosi e scogliere.
I vertebrati sono rappresentati da numerosi otoliti (resti dell'apparato sensoriale dei pesci), dalla segnalazione fatta dal Sac. Caffi di una costola di balena custodita nella Basilica di S. Giorgio in Almenno, e soprattutto dal cranio di un grosso esemplare di maschio adulto e da un palco di corna di Cervalces latifrons. I resti di questo alce sono stati ritrovati in un antico bacino lacustre presso Ranica, in Val Seriana, e testimoniano un periodo di clima freddo che ha interessato la bergamasca alla fine del Pleistocene inferiore.

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I fossili di Leffe

Nei dintorni del paese di Leffe in Val Seriana, sono state ritrovate delle importanti testimonianze fossili nei sedimenti di un antico bacino lacustre pleistocenico: il lago si formò a causa di una diga naturale prodotta in Val Gandino dai sedimenti del fiume Serio. La formazione del lago portò all'accumulo di materia vegetale che si trasformò in lignite: fu grazie alle miniere di lignite che è stato possibile scoprire i resti fossili di Leptobos etruscus, Rhinoceros leptorhinus e soprattutto Mammuthus meridionalis, un'antica specie di elefante, oggi estinto, che popolava la regione durante i periodi caldi e a cui è dedicata la grande vetrina centrale. Alcuni dei reperti qui esposti sono i calchi degli originali che erano conservati al Museo di Milano ma che andarono distrutti durante i bombardamenti dell'ultima guerra; oggi questi calchi sono importantissimi in quanto restano l'unica testimonianza di reperti che non esistono più.

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Donazioni e Ricerche

Questa parte della sala è dedicata alle donazioni che il Museo ha ricevuto sia da privati, sia da altri Musei e viene periodicamente aggiornata. Una sezione è invece dedicata alle ricerche svolte dal Museo nel territorio bergamasco, in particolare sulle ligniti della Val Gandino e sulla grotta di Oltre il Colle, in Val Seriana, dove sono stati ritrovati numerosi resti di Ursus spelaeus, l'orso delle caverne, oggi estinto, che poteva raggiungere dimensioni superiori a quelle degli attuali Grizzly. Una vetrina spiega anche le fasi di restauro delle faune e flore fossili ritrovate nel bacino lacustre di Leffe.

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