Lunedì Nov 20

Fauna Bergamasca

Gli Ungulati

Il difficile ambiente alpino è il regno del camoscio e dello stambecco adattati a vivere negli ambienti di alta quota, dove pochissimi altri animali possono sopravvivere. Hanno zoccoli con margini duri e taglienti in grado di fornirgli un solido punto di appoggio contro le asperità delle rocce. Il maschio e la femmina di camoscio possiedono corna uncinate nella parte terminale, la cui crescita è massima nei primi quattro anni di età poi si arresta. Anche per lo stambecco si può determinare l'età esaminando le corna, particolarmente imponenti nei maschi e con marcate nodosità. Attualmente la presenza dello stambecco nella nostra provincia è di circa 500 esemplari, frutto di diverse reintroduzioni avvenute alla fine del novecento. A quote più basse, dove i prati sono abbondanti e ricoperti di boscaglia, si trova il capriolo. Solo il maschio porta le corna, chiamate palchi, perse ogni anno in autunno. Tra i grossi mammiferi è il più diffuso sulle Orobie: ben 5000 capi.

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La Volpe e il Tasso

Tra i carnivori la volpe, forse il mammifero predatore più conosciuto, ha estesamente colonizzato, grazie al suo proverbiale opportunismo e alla sua adattabilità, i più differenti habitat. Vagabonda oltre i 2300 m sulle praterie d'alta quota o fra le monocolture della pianura, dove utilizza molto spesso tane di tasso, il secondo carnivoro più diffuso sul nostro territorio grazie alla grande adattabilità alimentare. Il tasso è il gigante dei Mustelidi tra cui ricordiamo la donnola, l'ermellino, la faina e la martora, ha il corpo robusto e il muso allungato, sfrutta l'olfatto molto sviluppato per individuare il cibo anche sotto terra. Un cacciatore molto esperto e spietato, il più piccolo tra i Carnivori, è la donnola. Più efficiente di un leone, più abile di un lupo con il suo corpo flessuoso riesce ad addentrarsi nelle tane più strette e la sua preda non ha quasi mai scampo.

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I Rapaci

Sono esposti alcuni dei Rapaci notturni presenti nella nostra provincia. Il più piccolo dei nostri gufi è l'assiolo il quale sembra la riproduzione in piccolo del Gufo reale. I due ciuffetti di corna laterali sono portati eretti verticalmente sopra gli occhi. E' diffuso nei boschi, nelle campagne alberate, nei parchi e nei giardini dove fa il nido nei buchi dei muri e nei tronchi.
Fra i Rapaci diurni il più comune di tutti i falchi di piccole dimensioni è il gheppio caratterizzato dal piumaggio in gran parte rossiccio. Caratteristico è il suo volo sul posto: può rimanere fermo nell'aria per parecchi minuti, battendo rapidamente le ali. Tende ad occupare il nido abbandonato di Corvi, Gazze e Colombacci, oppure nidifica nelle torri e nei crepacci delle rocce. Il rapace diurno più grande e affascinante di tutti rimane senza alcun dubbio l'aquila reale la cui popolazione sulle Orobie è aumentata in questi ultimi anni grazie alla maggiore disponibilità di prede.

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I serpenti

Si presentano conservati in un vaso, degli esemplari di serpenti innocui per l'uomo, e largamente diffusi sul nostro territorio. Il biacco è la specie più diffusa e abbondante, assai adattabile è presente nella maggior parte degli ambienti principalmente asciutti e ricchi di vegetazione fino a 1800 m di quota. Esso è molto veloce e agile, e caccia a vista.
Negli ambienti acquatici sono diffuse le bisce d'acqua o Natrici, la più comune e diffusa delle bisce è la natrice dal collare reperibile in tutti i corpi idrici piccoli e grandi che siano. Un discorso a parte meritano le vipere delle quali l'unica specie comune e diffusa dappertutto è la vipera comune. Vive in ambienti non antropizzati fino a 3000 m di quota. Può essere riconosciuta per la caratteristica pupilla verticale, la testa nettamente divisa dal corpo la coda corta e tozza.

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I Rospi del lago di Endine

Nella vetrina degli Anfibi si osservano alcune delle specie di rane, tra le quali segnaliamo la rana agile e la rana rossa, che vivono in pianura . Questi ambienti hanno spesso subito trasformazioni profonde di cui gli Anfibi, più di altri vertebrati terrestri, hanno risentito particolarmente. E' il caso del rospo comune delle zone umide attorno al Lago di Endine dove si trovano le popolazioni di Anfibi tra le più abbondanti della Lombardia.

In primavera i rospi, escono dai ricoveri invernali e si spostano verso le aree di riproduzione: stagni e paludi. Nell'arco di alcune notti la popolazione di un territorio compie spostamenti di massa e capita che debba attraversare strade trafficate, subendo vere e proprie decimazioni. Tra il 1992 e il 1998 grazie all'operazione rospi sono stati effettuati interventi di protezione degli Anfibi in migrazione che ha comportato l'uso di barriere di protezione ai lati delle strade e l'effettuazione di turni di guardia da parte di volontari. Questa iniziativa ha ridotto la mortalità dal 34% nel 1992 al 4% nel 1996.

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