Fauna bergamasca

Intro sulla fauna della nostra provincia.

ragni e farfalle del parco delle orobie

la migrazione dei rospi nel sebino

l’atlante degli uccelli della provincia

gli endemiti

la storia dello stambecco

i pannelli dei rifugi

Anfibi

Collezione Curò donata dalla figlia dell’insigne naturalista nel 1918 è parte fondamentale del nucleo formativo del museo. Comprende oltre 12.000 esemplari provenienti da tutto il mondo a testimonianza dei rapporti di studio intercorsi tra Curò e i più insigni entomologi italiani ed esteri del tempo. Il nucleo maggiormente significativo della collezione è costituito dagli esemplari campionati in Italia, soprattutto nelle zone alpine e prealpine particolarmente amate dal naturalista. Egli dedicò allo studio dei Lepidotteri italiani quarant’anni di ricerche che gli consentirono di stilare, tra il 1875 e il 1878, il “Saggio di un catalogo dei lepidotteri d’Italia, compilato dall’ingegnere Antonio Curò” che, ancor oggi, è punto di riferimento per lo studio dei lepidotteri italiani. Gli esemplari, che appartengono a 73 famiglie, 1071 generi e 2524 specie, sono accompagnati dal cartellino con il nome della specie di appartenenza manoscritto da Curò, ma purtroppo sono spesso privi di dati relativi a luogo e data di provenienza. Sono conservati in 104 cassette entomologiche di legno di abete e noce custodite in 6 armadi in legno di noce. La collezione, inventariata da Enrico Caffi nel 1938 e successivamente restaurata da Marco Valle tra il 1981 ed il 1984, è stata anche oggetto di revisione da parte di specialisti di alcune famiglie. VEDI RIVISTA VOLUME 7 ANNO 1984 + REVISIONE TREMATERRA VOL. 16 1993

Rettili

Donata al museo dal figlio Arnaldo nel 1968, comprende oltre .1200 esemplari riferibili a 309 specie, 196 generi e 17 famiglia. Custodisce testimonianze molto significative per la conoscenza della fauna lepidotterologica della zona alpina e prealpina della nostra provincia e soprattutto riflette pienamente la figura del naturalista Renato Perlini. Allievo di Antonio Curò con lui condivise l’amore per lo studio dei lepidotteri e quello per la montagna. Perlini publicò …TITOLO…ma non riuscì a portare a termine per gli invertebrati, e in particolare per i lepidotteri, un’opera completa come quella da lui dedicata alla fauna vertebrata delle Orobie.

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