Domenica Mag 09

Rivista del Museo vol 33

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L'anno che sta per giungere al termine può certamente definirsi drammatico, un anno che non ci saremmo mai aspettati di dover affrontare e che mai, purtroppo, scorderemo. Già dai primi mesi la pandemia ha colpito la nostra provincia con la funesta ferocia con cui poi ha segnato il mondo intero.

Le misure di contrasto all'infezione hanno comportato pesanti ripercussioni anche sull'andamento delle attività del Museo: la chiusura totale dell'istituto per oltre quattro mesi, il ricorso forzato al telelavoro e la brevità del periodo di riapertura dell'esposizione, con orario ridotto tra giugno e ottobre, hanno inevitabilmente portato a una riduzione massiccia del pubblico. Poco più di 19.000 visitatori hanno varcato la soglia del museo, circa un terzo di quelli dell'anno precedente.

Nonostante questi dati, certamente negativi, l'attività del museo non si è fermata, anzi per molti versi è stata amplificata e questo volume ne è una prova. I lavori pubblicati sono la testimonianza di un impegno continuo che spesso non trova visibilità nelle vetrine dell'esposizione ma sta alla base della conoscenza e della tutela del nostro patrimonio culturale e naturale. Studi faunistici riferiti a specifici gruppi zoologici, oltre a lavori di analisi per la tutela di specie protette come quelli riferiti a Rosalia alpina e Osmoderma eremita, testimoniano l'intensa attività del Museo nell'anno in corso.

Ma su un altro aspetto pensiamo valga la pena soffermarsi, la descrizione di una nuova specie di lucciola raccolta nel 1972 da Riccardo Bianchi in una delle campagne di studio che allora il Museo organizzava nel vicino oriente. Il piccolo coleottero è rimasto celato nelle collezioni del Museo per 48 anni e, proprio nell'anno della pandemia, è tornato alla luce a dimostrare quanto siano importanti le collezioni museali per la conoscenza della biodiversità, presupposto indispensabile per tutela della vita sulla Terra. Nel corso del 2020 le collezioni hanno avuto un notevole incremento, oltre che per l'attività del personale del Museo, per importanti donazioni che sono giunte a noi come le collezioni di lepidotteri di Attilio e Stefano Torriani e di Flavio Galizzi e la collezione di coleotteri di Renato Regalin, amico entomologo purtroppo prematuramente scomparso.

In questo periodo, che rimane carico di incertezze, un segnale ci invita a guardare con ottimismo il futuro; la prima domenica di novembre, ultimo giorno di apertura, due visitatori hanno acquistato un abbonamento annuale, un piccolo segnale che tuttavia testimonia l'attenzione che il pubblico ha per il nostro Museo e di come viva sia la speranza di poter tornare da noi non appena i tempi lo consentiranno.
Noi siamo pronti!