Mercoledì Nov 22

Cosa è il Carsismo

Il carsismo comprende tutti i fenomeni che derivano dall'azione solvente dell'acqua sulle rocce. Sono esposte le rocce più comunemente interessate dal fenomeno: calcari, dolomie, gessi, e i principali minerali che costituiscono le rocce carbonatiche: calcite, aragonite e dolomite. E' esposto un grosso campione di calcare del Giurassico inferiore che esemplifica bene la corrosione differenziale di rocce a differente solubilità, in questo caso il calcare e la selce.

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Carsismo Superficiale

L'acqua meteorica agisce sul calcare nella zona di contatto tra aria e roccia dove forma tipiche macroforme e microforme.
Scannellature, karren, solchi a doccia, vaschette di corrosione e alveoli sono le microforme più tipiche; è esposto un esempio di vaschetta di corrosione, nota come kamenitza, del carso triestino.
Macroforme: doline, polje e valli carsiche; per ognuna viene dato risalto ai fenomeni genetici. Plastici, carte topografiche e fotografie illustrano le singole macroforme. Il primo plastico illustra le doline di corrosione dovute all'azione solvente delle acque superficiali in rocce fratturate. Il paesaggio che ne deriva è caratterizzato da una omogenea copertura vegetale a prato-pascolo ed è molto frequente nelle Prealpi lombarde e venete.
Il secondo plastico illustra le doline di crollo, formate dal crollo del tetto di una grotta preesistente; sono frequenti nelle zone carbonatiche di alta quota (2000 m) delle Prealpi lombarde.
Sono illustrati i tipi di valli carsiche più diffuse e alcuni esempi di polje, depressioni di ampie dimensioni impostate in corrispondenza di differenze litologiche.

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Carsismo Profondo

Le acque di infiltrazione scendono lungo discontinuità e si arricchiscono di carbonato di calcio. Le condizioni geologiche e climatiche influenzano l'evoluzione di un massiccio carsico, sia per quanto riguarda le modalità di circolazione delle acque sotterranee, sia per la distribuzione delle gallerie che ne derivano.
Vengono presentati i due tipi di carso: il carso completo e il carso incompleto; nel primo si riconoscono una zona di assorbimento, una zona di percolazione ed una zona satura che alimenta le sorgenti; nel carso incompleto manca la zona satura.
Si prosegue con le gallerie, suddivise in due categorie. Le prime sono dovute ad una azione di corrosione distribuita su tutte le pareti, le seconde ad accumulo di sedimenti o a bruschi sbalzi di portata del regime idraulico sotterraneo.
Quando l'acqua satura giunge in ambiente di grotta tende a depositare il carbonato di calcio; si formano così le concrezioni: stalattiti e stalagmiti, ma anche crostoni, coralloidi e pisoliti. Sono esposti numerosi campioni provenienti da grotte italiane e sono brevemente spiegate anche le rare concrezioni nel gesso e nel sale.

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Carsismo Sottomarino

L'acqua marina ha un elevato contenuto in sali ed aggredisce rocce più solubili di quelle carbonatiche. In particolari condizioni si può avere dissoluzione carsica anche sul fondo marino. Ne è un esempio la dissoluzione delle evaporiti messiniane: durante il Messiniano (circa 5 milioni di anni fa), il Mediterraneo arrivò quasi ad asciugarsi e sul fondo si depositarono potenti serie evaporitiche, poi ricoperte dalla normale sedimentazione. E' da notare il grande cristallo di gesso, depositatosi nel Messiniano, dragato sul fondo del Mediterraneo in un bacino chiuso.

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