Venerdì Nov 17

Storia

1871

Le collezioni didattiche naturalistiche del Regio Istituto Tecnico Vittorio Emanuele II, riordinate e rese visitabili al pubblico nei giorni festivi, furono il primo nucleo di formazione del Museo di Scienze Naturali di Bergamo. La sede del Regio Istituto Tecnico era allora in città bassa, nel Palazzo della Pretura Nuova al n°1 di via Tasso.

 

1873

L'Istituto Tecnico fu trasferito in Piazza Vecchia nel Palazzo Nuovo attualmente sede della Biblioteca Angelo Maj.

 

1918

Il Museo veniva solennemente inaugurato ed aperto nella vecchia sede del Palazzo Nuovo (5 sale, un salone ed una camera per il preparatore) il 14 luglio alla presenza di tutte le autorità civili e militari. La decisione di scindere il Museo dall'Istituto Tenico e di renderlo "...completamente civico, di riordinarlo e di costituirlo autonomo..." fu approvata nel 1917 nelle sedute del Consiglio Comunale del 19 maggio e del 17 luglio con una convenzione stipulata fra Comune, Provincia e Regio Istituto Tecnico.

 

1920

Primo Direttore del Museo fu il sacerdote dott. Enrico Caffi, nominato il 13 gennaio. Nato a S. Pellegrino nel 1886, Caffi, frequentò la scuola Missionaria a Milano ove venne consacrato sacerdote. Laureatosi in Scienze Naturali all'Università di Pavia, fu insegnante di scienze al Collegio S. Alessandro, al Seminario Vescovile e all'Istituto Tecnico. Rimase in servizio fino al 1947. Come direttore del Museo, Caffi si dedicò soprattutto al riordino ed alla catalogazione dei reperti di cui via via l'Istituto si arricchiva. I cataloghi da lui stilati costituiscono ancor oggi, non solo importanti documenti delle collezioni, ma anche preziose testimonianze storiche. Profondo conoscitore della geologia delle Orobie bergamasche dedicò i suoi studi anche alla flora ed alla fauna del nostro territorio. L'eclettismo del suo impegno trova testimonianza nella gran quantità di pubblicazioni e manoscritti da lui lasciati comprendenti: articoli di divulgazione scientifica, elenchi riassuntivi per gruppi sistematici delle specie presenti nella provincia, carte geologiche del nostro territorio, vocabolari dei termini dialettali di animali e piante ecc..

 

1928

Durante il periodo in cui Caffi era direttore, il Museo subì due trasferimenti di cui il primo, nel 1922, si limitava ad uno spostamento di materiali e scaffali al piano superiore dello stesso edificio. Il secondo e più impegnativo cambio di sede avvenne tra il 1° agosto ed il 10 novembre 1927 quando il Museo si trasferì nei locali precedentemente occupati dal Tribunale, sul lato est di Piazza Vecchia e su via Bartolomeo Colleoni. Il Museo fu riaperto al pubblico, senza solennità, il 1° luglio 1928. Al primo piano si trovavano: la sala della Direzione e del Consiglio con biblioteca e laboratorio, la sala di entomologia, gli erbari ed un locale per il custode. Al secondo piano: la raccolta mineralogica, l'esposizione dei fossili, la parte dedicata all'etnografia ed altri due ambienti destinati al magazzino ed al laboratorio.

 

1947

Dal 1947 al 1955 ad Enrico Caffi successe interinalmente il professor Virgilio Taramelli. Nato a Bergamo nel 1913, laureatosi in scienze naturali all'università di Padova, Taramelli fu cultore di mineralogia ed allievo del Caffi.

 

1955

Un pubblico concorso, affidò la direzione del museo al prof. Antonio Valle, nato a Trieste nel 1925 e laureatosi in scienze naturali presso l'Università di Parma; resse l'incarico fino al 1979. Furono anni di grande sviluppo e di fondamentali cambiamenti per il Museo. Grazie all'elevata personalità scientifica di Antonio Valle - assistente ordinario all'Istituto di Zoologia dell'Università di Parma e successivamente direttore dell'Istituto di Zoologia della Facoltà di Agraria dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza - si passò da un'impostazione basata sulla custodia delle collezioni ed un'esposizione essenziale, ad un'apertura agli studi scientifici. Particolarmente approfonditi furono quelli dedicati agli scorpioni ed agli acari, che portarono ad un notevole incremento delle conoscenze sulla sistematica e sulla biologia dei due gruppi, testimoniato da una ricca produzione bibliografica e dalla presenza in Museo di collezioni di alto valore scientifico. Valle promosse anche ricerche sul territorio con particolare attenzione agli aspetti relativi alla qualità dell'ambiente quali lo studio del Lago d'Endine, dei fiumi Brembo e Serio e di alcuni fontanili della pianura bergamasca. All'inizio degli anni '60 fu stipulata una convenzione fra il Comune di Bergamo e l'Università degli Studi di Milano per l'apertura, in Piazza Cittadella, di sezioni degli Istituti di Scienze della Terra e, successivamente, di Zoologia.

 

1957

L'incremento considerevole dei documenti naturalistici confluiti in Museo in seguito alle ricerche e le esigenze dettate dall'aumento delle attività di studio comportarono la necessità di disporre di nuovi spazi per la conservazione, lo studio e la divulgazione. Ebbero così inizio, nel mese di novembre, i lavori nel complesso visconteo di Piazza Cittadella individuato come futura sede del Museo di Scienze Naturali. La piazza subì importanti interventi di ristrutturazione secondo il progetto dell'arch. Sandro Angelini.

 

1960

Il 29 giugno veniva inaugurata la nuova sede del museo nel complesso visconteo di piazza Cittadella, alla presenza delle autorità cittadine e del Presidente del Consiglio Tambroni.

 

1973

A Cene, in Val Seriana, nel corso di scavi paleontologici affiorano i resti fossili del più antico rettile volante conosciuto. Vissuto oltre 200 milioni di anni fa l'Eudimorphodon ranzii, viene descritto per la scienza da Rocco Zambelli, allora responsabile della sezione paleontologica del Museo.

 

1979

La stessa linea di gestione del Museo intrapresa da Valle venne mantenuta da Mario Guerra, direttore del Museo dal 1979 al 1997.Nato a Crema nel 1930 e laureatosi in medicina veterinaria all'università di Milano Guerra, esperto ornitologo, dedicò la sua attenzione allo studio degli uccelli non solo del nostro territorio ma anche a quelli dell'Africa orientale. Il suo interesse si è rivolto anche allo studio ed insegnamento delle tecniche della tassidermia che si esplicò nell'organizzazione di due corsi mirati alla formazione di giovani tassidermisti. Abile disegnatore ha prodotto un gran numero di disegni a soggetto naturalistico caratterizzati dal suo inconfondibile stile e da una accuratezza nei dettagli che esprime una profonda conoscenza dei soggetti rappresentati. Nel 1980 curò l'edizione del primo volume della "Rivista del Museo civico di Scienze Naturali E. Caffi" che da allora pubblica articoli inerenti le scienze naturali con particolare attenzione all'attività svolta dal Museo. Nel 1982 diresse la ricostruzione del mammuth che giganteggia nell'ingresso.